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La Protezione civile brianzola torna dai luoghi alluvionati: dolore e coraggio

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Il 4 giugno la Protezione Civile brianzola impegnata a far fronte all’emergenza in Emilia-Romagna è infine rientrata a casa. Un meritato riposo per tutti i volontari del territorio e per i funzionari della Provincia di Monza e della Brianza e del CCV che dal 15 maggio si sono prodigati con tutte le loro forze per portare sollievo e supporto là dove veniva richiesto.

L’allerta era partita già dal 15 al 20 maggio, giorni in cui Regione Lombardia aveva iniziato a chiamare gli uffici provinciali di Protezione Civile lombardi per fare una cernita dei mezzi, delle attrezzature e dei volontari da poter mettere in campo per aiutare le popolazioni alluvionate. I funzionari della Provincia di Monza e della Brianza hanno risposto prontamente alla chiamata del Coordinamento regionale, ricercando immediatamente uomini, mezzi e risorse finanziarie per far fronte all’emergenza, ed effettuando già fra il 17 e il 19 maggio diverse riunioni con Regione, nonché verifiche e ricognizioni preliminari dell’effettiva disponibilità di risorse, fra cui radio, motopompe, autoveicoli e volontari pronti alla partenza – particolare non scontato visto che la maggior parte della Protezione Civile è composta da lavoratori. In questo caso, fondamentale è stata sia la prontezza dei volontari a partire e affrontare turni impegnativi su 4-7 giorni, sia la disponibilità dei datori di lavoro che, pur con pochissimo preavviso, hanno accordato il permesso ai propri impiegati e collaboratori di partire alla volta dell’Emilia-Romagna.

I Comuni interessati dagli interventi di Regione Lombardia sono stati tre: Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno e Bagnacavallo. In ognuno di essi, Regione aveva stabilito l’invio di un contingente misto di 40 volontari (10 per Provincia) più a rotazione un funzionario provinciale per il coordinamento di mezzi, uomini e attrezzature. Provincia di Monza e della Brianza, insieme a Città Metropolitana di Milano e alle Province di Bergamo e di Pavia, ognuna con la propria Colonna Mobile Provinciale, è stata destinata a Sant’Agata sul Santerno, uno dei Comuni più colpiti nel ravennate, dove i volontari sono giunti il 21 maggio con un primo gruppo, seguito poi a stretto giro da un secondo, il 25 maggio, da un terzo, il 29 maggio, e infine da un quarto gruppo, il 2 giugno, così da darsi il cambio e assicurare la massima operatività possibile. Qui i volontari si sono trovati davanti a una situazione di parziale disallagamento, in cui però rimaneva ancora da togliere molta melma e detriti che si erano accumulati nelle strade, nei cortili e nei piani interrati delle case. I volontari hanno quindi aiutato gli abitanti a liberare la città dalla morsa del fango con l’uso di moduli AIB e motopompe di basso pompaggio, tanto che al termine delle operazioni, che dal 2 al 4 giugno sono passate, insieme a tutte le altre afferenti, direttamente sotto il coordinamento della Provincia MB, i volontari sono stati in grado di riconsegnare ai santagatesi una versione della loro casa molto più simile a quella dov’erano cresciuti.Diversa invece la situazione dell’ulteriore intervento, richiesto urgentemente da Regione Lombardia la sera del 23 maggio per il giorno seguente: la località di via Canalazzo a Ravenna richiedeva infatti un intervento immediato con motopompe ad alta capacità, tubazioni con portata superiore a 10 metri e volontari pronti a turni H24, così da riuscire ad abbassare il livello dell’acqua, ancora a livelli post alluvione. La Provincia MB si è subito attivata e il 24 maggio sono partiti 12 volontari con le due motopompe e il resto della strumentazione.

La Consigliera delegata alla Protezione Civile, Marina Romanò, insieme al Direttore competente Emanuele Polito e al funzionario responsabile Flaviano Regondi, si è recata il 24 maggio nelle zone alluvionate per una verifica delle condizioni operative dei volontari e dell’eventuale necessità di ulteriore supporto. Ecco il suo racconto della situazione: “Una volta giunti a Ravenna, ci si è parata davanti l’immagine di una periferia ancora allagata, con l’acqua – in alcuni punti alta anche 20-30 centimetri – che ristagnava nelle vie della città, negli scantinati e nei giardini delle case, portando con sé non solo rischi di danni strutturali agli edifici ma anche biologici a causa dei numerosi cadaveri di animali, morti a causa dell’alluvione. I ravennati ci hanno accolto con grande sollievo, essendo proprio noi, insieme ad alcuni agenti della Polizia di Stato che erano giunti quella stessa mattina, le prime persone a giungere in loro soccorso in 7 giorni,. Una volta arrivati, i volontari si sono messi subito al lavoro, alternandosi alle motopompe con estenuanti turni a rotazione per riuscire a riportare l’acqua a livelli accettabili, convogliandola nei campi o nei corsi d’acqua limitrofi, che oramai non risultavano più carichi come i giorni precedenti. Ora, anche se la fase più critica dell’emergenza è passata e la popolazione è desiderosa di tornare alla normalità, c’è ancora molto da fare, ma siamo contenti di aver fatto la nostra parte. È questa un’esperienza che spero non ci sia mai più bisogno di ripetere ma che mi ha segnato nel profondo, perché ho potuto assistere in prima persona alla forza di uomini e donne che mettono il loro tempo al servizio degli altri in condizioni davvero estreme. Ringrazio di cuore tutti i volontari per l’impegno e l’altruismo che hanno dimostrato”. I 12 volontari stanziati a Ravenna sono rientrati il 27 maggio, mentre mezzi e strumentazioni sono rimaste a disposizione degli altri volontari in servizio sul posto fino al 1° giugno, per poi essere recuperati da una seconda Colonna Mobile. La Provincia MB ha riconsegnato ieri, 4 giugno, il coordinamento di tutte le operazioni in mano a Regione, che in queste ore sta proseguendo le operazioni in campo con personale lombardo di altre Province. “Noi siamo sempre pronti a fare la nostra parte – sottolinea il Presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogioforti anche della grande preparazione e delle molteplici attività di esercitazione effettuate nel corso degli ultimi mesi, come nel caso di quella svoltasi sul fiume Lambro del 25 marzo 2023, la più vasta mai eseguita negli ultimi anni sul territorio provinciale. La prevenzione in questi casi si rivela fondamentale, e siamo fieri che il volontariato brianzolo, fulgido esempio di operosità e solidarietà, abbia potuto dare il proprio contributo nell’aiutare i nostri fratelli emiliani e romagnoli a rialzarsi. Un ringraziamento particolare va anche a Città Metropolitana di Milano e alle Province di Bergamo e Pavia con cui abbiamo collaborato nella gestione degli interventi, per il grande spirito di collaborazione e cooperazione dimostrato”.

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